La benedizione



Caro/a fedele
in questa pagina vorrei aiutarti a comprendere il significato delle Benedizioni, in senso generale e, in modo particolare, di quella che potrai ricevere nella Basilica di Sarsina, nonché come la stessa si svolgerà.

Cosa sono le benedizioni
Il Benedizionale, cioè il libro liturgico delle Benedizioni, nella premessa dice: «Le benedizioni della Chiesa sono azioni liturgiche, ossia celebrazioni comunitarie ed ecclesiali che realizzano, per la loro natura, il mistero salvifico di Cristo».
E' Dio la fonte e l'origine di ogni benedizione.
Lui solo è buono e ha fatto bene ogni cosa, per colmare di Benedizioni tutte le sue creature, e sempre ha continuato a effonderle in segno del suo amore misericordioso.
Tutte le Benedizioni sono, anzitutto, principalmente rivolte a Dio, del quale esaltano la grandezza e la bontà; ma poiché comunicano i benefici divini, si riferiscono anche agli uomini, che Dio sostiene e protegge con la sua provvidenza e non escludono nemmeno le cose create, perché la loro molteplice varietà costituisce per l'uomo una Benedizione di Dio.
Il benedire, il dare una benedizione, fa parte dell'agire della Chiesa orientato alla glorificazione di Dio e alla santificazione degli uomini.

Se vuoi conoscere in maniera più approfondita il significato delle Benedizioni nella storia della salvezza puoi consultare le "Premesse generali" al Benedizionale della Chiesa Cattolica.


La "catena"
La catena è composta da due bracci di materiale ferroso uniti fra loro da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti. La sua fabbricazione è sicuramente anteriore all’ottavo secolo d.C., cosi affermano studi fatti sul materiale e sulla lavorazione dello stesso. La tradizione la dice usata dal santo per fare penitenza. Durante la preghiera, Vicinio la metteva al collo appendendovi una grossa pietra, costringendosi così in una posizione alquanto scomoda. Facilmente, oggetti simili erano usati in quel tempo come strumenti di contenzione degli schiavi o dei carcerati per ridurne i movimenti senza impedirne quelli essenziali alla sopravvivenza.
E’ considerata e venerata come reliquia del santo ed usata per la preghiera di liberazione e di benedizione degli infermi o per la preghiera di esorcismo. Normalmente è offerta alla venerazione dei pellegrini apponendola per qualche istante al loro collo accompagnando il gesto con un’invocazione al Santo.
La storia più che millenaria di questa reliquia è costellata di fatti miracolosi e di racconti di prodigiosa trasmissione di potenza divina nella liberazione degli ossessi.
Il devoto deve guardarsi dalla erronea possibilità di scambiare la reliquia per un talismano o un portafortuna. E’ una reliquia. Cioè un oggetto che ci ricorda una persona e soprattutto la vita di questa persona: tutta improntata sulla più genuina fede in Dio, padre e creatore, in Gesù, unico salvatore e nello Spirito Santo, guida della Chiesa e della coscienza di ogni uomo. Non è molto importante se sia o non sia appartenuta al Santo, vista anche la lontananza nel tempo. Importante è il valore ed il significato che è andata acquisendo nei secoli attraverso la venerazione dei fedeli e l’uso che ne era fatto dai sacerdoti. Oggi ha il valore del segno, ci ricorda cioè che gli oggetti ci possono solo ricondurre a Dio che impegna la sua potenza per liberarci dal male e condurci a nuova vita. La potenza sta in Dio, la reliquia del santo è un anello di congiunzione fra noi e Dio. Come se pregassimo dicendo: "Signore, la mia condizione di peccatore non mi permette di chiederti ciò di cui ho bisogno ; per me te lo chiede san Vicinio che proprio per la santità della sua vita merita di essere da te esaudito.”
L’onore che il devoto di san Vicinio attribuisce alla catena non significa riporre la propria speranza in un idolo con poteri magici, ma significa venerazione al santo la cui vita ci rimanda direttamente a Cristo e per Cristo a Dio, unico operatore di miracoli.


La “Benedizione di san Vicinio

Le "Benedizioni presso la Tomba di San Vicinio" non vengono effettuate durante le celebrazioni delle Sante Messe.

Nello scorso mese di giugno il Vescovo della Diocesi di Cesena-Sarsina, Mons. Douglas Regattieri, ha nominato  don Gabriele Foschi esorcista presso il Santuario di San Vicinio.
Don Gabriele riceverà, durante l’orario di apertura del Santuario, ogni 2, 3° e 4°  martedì del mese
, a partire dal mese di maggio, sia al mattino e sia al pomeriggio.

La presenza in santuario di don Gabriele è comunque subordinata alle prescrizioni governative e regionali, nel tempo vigenti, concernenti l’emergenza  sanitaria da Covid-19.
I ricevimenti saranno sospesi durante le celebrazioni delle Sante Messe.Per essere ricevuti da don Gabriele non è necessaria alcuna prenotazione.

Per particolari necessità e prima di intraprendere un lungo viaggio è consigliabile contattare preliminarmente i Presbiteri al numero telefonico 0547 94818.

I Presbiteri, nel loro servizio alle benedizioni, sono coadiuvati dai Diaconi permanenti e da Accoliti.

Conformemente alle disposizioni del Vescovo di Cesena-Sarsina, Mons. Douglas Regattieri, la benedizione si svolge nel seguente modo:
- Segno della Croce
- Breve ammonizione e orazioni
- Imposizione della "catena" di San Vicinio per la benedizione individuale
- Preghiera a San Vicinio, secondo la formula  del Vescovo (vedi testo a lato)
- Benedizione e aspersione.

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La "Compagnia di san Vicinio"
Ogni 1° lunedì del mese in Basilica, la S. Messa del pomeriggio è celebrata per gli iscritti (vivo o defunti) alla "Compagnia di San Vicinio".
Per iscriversi, basta versare la quota annua di 5,00 Euro in Segreteria e lasciare il proprio indirizzo postale.
Agli iscritti verrà inviato gratuitamente il bollettino «La catena di San Vicinio».
Il versamento può essere effettuato anche mediante conto corrente postale:
n.: 34252080
intestato a: Chiesa Cattedrale di Sarsina - Piazza Plauto 1 - 47027 Sarsina FC
Causale: iscrizione alla Compagnia di San Vicinio
L’iscrizione è da rinnovare ogni anno.


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